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Onicofagia un problema troppo diffuso

Uno dei problemi maggiormente comuni nel settore della ricostruzione unghie, è quello dell’onicofagia che, puntualmente, gli onicotecnici devono affrontare. Per onicofagia si intende la malsana abitudine di rosicchiare i margini delle unghie.

Questo problema, principalmente di tipo psicologico ed emotivo, poiché legato ad ansia e stress, diventa presto di interesse fisico poiché rosicchiando le proprie unghie, si finisce per cambiare la forma di quest’ultima portando alla deformazione del polpastrello.

Ma non è tutto poiché l’onicofagia è spesso sinonimo di infezioni, anche gravi. Tra gli altri punti negativi che dovrebbero far demordere chiunque dal rosicchiamento delle unghie, vi è l’infiammazione che colpisce sia il solco che il letto ungueale. Se non dovessero bastare tutte queste complicazioni, allora è sufficiente pensare che a risentirne maggiormente è proprio l’estetica delle unghie e delle mani tutte.

L’onicofagia porta infatti all’ingrossamento delle cuticole che iniziano a crescere a dismisura. In concomitanza, si ha un danno alla matrice che porta, a lungo termine, ad una crescita anormale dell’unghia. Quante, vuoi per stress dovuto al lavoro e alla famiglia, o più semplicemente per motivi caratteriali, dovessero soffrire di questo problema, dovrebbero affidarsi alla ricostruzione artificiale dell’unghia che, sebbene non possa curare il problema in sé, è comunque in grado di coprirne i devastanti effetti estetici portando il soggetto onicofagico a desistere dal rosicchiarsi le unghie.

L’onicotecnico esperto ricostruirà l’unghia naturale a seconda della gravità della situazione ma è bene considerare sin da subito che il primo scoglio per chi soffre di onicofagia, è la propria psiche. Quando il problema è lieve, per risolvere il danno è sufficiente allungare, con apposite cartine, l’unghia di circa un terzo della sua lunghezza naturale.

Quando l’onicofagia diventa invece grave, sono necessari trattamenti ripetuti, i cui primi interventi serviranno a ricostruire la zona ungueale aderente il polpastrello ovvero creare un ponte che serva da supporto per la ricostruzione finale.

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